Racconti

Parola d’ordine: autentica purezza creativa.

  • Cuore celato

    Cuore celato

    Luna rilesse il messaggio della collega: «Ho riposto il tuo materiale in una scatola e l’ho lasciata nell’aula di sostegno». La data risaliva al ventisei giugno: una settimana fa. Aveva atteso l’inizio del mese per tornare a scuola. Voleva essere sicura di non incontrare nessuna collega, non voleva spiegare la sua assenza.

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  • La casa vicino al mare

    La casa vicino al mare

    L’ultima volta che l’ho visto stava andando via sulla sua barca. Non c’è stato alcun dramma nel nostro addio, solamente silenzi e tanti sguardi: indignati, delusi, indispettiti e, di tanto in tanto, preoccupati. «Chi, come te, non è fatta per le passioni forti, non è fatta neanche per gli addii drammatici», mi ha detto sprezzante…

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  • Nella galassia delle volpi

    Nella galassia delle volpi

    Lija Mäkinen si aggirava per le corsie a caccia di sconti e biscotti al cioccolato. Il supermercato era semideserto a quell’ora e lei riusciva sempre ad accaparrarsi le offerte migliori. Oltrepassò il banchetto degli addobbi di Natale e girò a sinistra. I tacchi dei suoi stivali sformati ticchettavano contro il pavimento lucido.

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  • La collisione sbagliata

    La collisione sbagliata

    Un triangolo. Quando mi guardi dalla finestra della tua classe, al terzo piano della scuola, le tue braccia formano un triangolo. Ricordo quando ci siamo incontrati, anche se tu non mi hai vista. Siamo alla stazione centrale e stiamo per partire per l’ultima gita scolastica della nostra vita. Hai tutto? Portafoglio, cellulare, soldi?

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  • Dove finiscono i fiori

    Dove finiscono i fiori

    La luce dei lampioni di via Madama Cristina si riflette sui binari appena lucidi del tram. Lucia attraversa le strisce pedonali sotto una pioggia leggera. È quel genere di pioggia che non bagna subito, ma dopo un po’ la fa sentire stupida, perché questa mattina, prima di lasciare casa, si è scordata di controllare il…

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  • Coriandoli

    Coriandoli

    Non immaginavo che l’aria potesse stirare la pelle così tanto. Brucia, pizzica. Anche i rumori sembrano lontani. Credevo avrei sentito più confusione. Il ruggito del traffico, lo stridio dei clacson. Invece mi sembra di essere nella galleria del vento. Oltrepasso il piano della finanza. I vetri, lucidi e opachi, mi sfrecciano accanto.

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  • L’eclissi

    L’eclissi

    Se ne ricordò solo quando il telefono cominciò a squillare. A piccoli passi si spostò dalla cucina al soggiorno, chiedendosi dove avesse lasciato il cellulare. Glielo aveva regalato sua figlia, ma finiva sempre per dimenticarlo da qualche parte. Il telefono fisso – con la cornetta legata al filo e i tasti grandi, così da poter…

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  • Il deposito

    Il deposito

    Nel deposito ferroviario, il tempo non aveva alcuna funzione apparente. Non serviva a far partire o arrivare qualcosa. Non regolava turni, coincidenze, ritardi. Restava lì, appeso alle pareti con l’intonaco scrostato, accumulato negli spazi tra un rumore e l’altro, come polvere che nessuno spazza perché non intralcia il passaggio.

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  • Tiburcia

    Tiburcia

    Tiburcia si muove, anche se attorno a lei ogni cosa ha imparato a restare. Le soglie sembrano tutte uguali. Ampie finestre in stile francese riflettono ogni mattina e ogni sera lo stesso riverbero fermo. Un tempo si udivano passi. Risate lontane. E il profumo di bergamotto che non evaporava mai del tutto.

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  • Probabile

    Probabile

    Il bar aveva luci color ambra bruciata, quel tipo di illuminazione che fa sembrare o tutti più belli o tutti più stanchi. Fuori pioveva con la pigrizia di novembre, gocce che non si decidevano né a cadere né a smettere. Lui entrò spingendo la porta con la spalla.

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  • Stomaco

    Stomaco

    Ida se ne stava irta sui suoi quattordici anni, non sapendo proprio che fare. La cosa più naturale sarebbe stata quella di arrabbiarsi col babbo che le stava di fronte, ma non ci riusciva. Gli voleva bene, e non sapeva conciliare all’affetto l’odio che ora provava per lui, per la prima volta in vita sua. 

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  • Tu sai cosa si nasconde tra le ombre

    Tu sai cosa si nasconde tra le ombre

    Alle tue spalle, le fiamme delle fiaccole ondeggiano. Le urla in lontananza sono una mano che ti stringe la gola. Sussulti e abbassi lo sguardo. Sei scappata. Cos’altro potevi fare? Segui con lo sguardo la linea di pietre sconnesse che prosegue davanti a te.

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  • I soliti Ignobili

    I soliti Ignobili

    Il presentatore si prepara al suo esordio. Sebbene le puntate vengano registrate simulando la diretta, dovrà comunque affrontare il pubblico in sala, pagante e abituato alle cerimonie e alla complicità con il suo predecessore.

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  • La portai a rivedere il mare

    La portai a rivedere il mare

    La brezza certi giorni sembrava capire il mio bisogno. Mi scovava nella nuova casa, si insinuava leggera e fluttuava fino ai piedi del letto, risaliva, e mi inondava di quel profumo che sapeva di azzurro. Cercavo di custodirlo il più a lungo possibile, inventando ricordi di un papà che non avevo mai conosciuto veramente.

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  • Ostinate illusioni

    Ostinate illusioni

    Questi? Sono fiori per mia mamma. È morta l’anno scorso. Santa donna! Aveva un’età e ormai non c’era quasi più con la testa, ma è morta in pace. Le dispiace se chiudo il finestrino? L’aria addosso così poi mi fa venire la cervicale.

Le dicevo. Una vita dedicata alla famiglia.

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Quando qualcuno chiede di cosa parla una storia, l’unica cosa giusta è dirgli di leggere la storia.

Flannery O’Connor