Racconti

Parola d’ordine: autentica purezza creativa.

  • Fango

    Fango

    «Oggi mi dimetto. Lavorerò un’altra settimana, forse due e poi me ne vado.» Jun infilzò le bacchette nel riso e alzò la testa di scatto: «Cosa fai tu?» Mi allungai verso la sua ciotola, sfilai le bacchette dal riso e le posai orizzontali sopra di essa. «Me ne vado. Ti prego però, le bacchette così…

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  • La gabbia

    La gabbia

    Il mio mondo, prima, era diverso. E dico “mio” perché è il solo che conosco: un universo grande come una stanza. La mia vita è quanto accade tra queste sbarre. Non che io ci stia male, per carità; non ho mai vissuto in altro modo e non vedo perché dovrei desiderare di abitare in un…

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  • Giulietta Picone Palazzi

    Giulietta Picone Palazzi

    “Ma allora era vero!”, suor Verangela non le ha aveva detto una farfantarìa. E sì che le aveva fatto vedere anche il dipinto della crocifissione nella chiesa: quando si moriva l’anima fuorusciva dalla bocca in forma di bambinello e, se si era in grazia di Dio, se ne volava in paradiso.

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  • Il virus

    Il virus

    Jan riappese la cornetta con cautela, quasi si trovasse a maneggiare una pentola bollente. E in effetti, le notizie appena corse sul filo scottavano eccome. La sua amica d’infanzia, Liz Di Bianco, non mancava mai di aggiornarlo sugli sviluppi dei casi che trattava – specie se, come in quella circostanza, i fatti potevano in qualche…

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  • Garum

    Garum

    È uno dei primi ricordi che ho di mio padre. I suoi occhi, spalancati e muti. Increduli e spaventati. Mi accarezza la pelle lì dove è arrossata e sottile, la mia mano è così piccola nella sua. Dev’essere per colpa tua se m’è tornata in mente questa storia; te ne stai adagiata sul mio palmo,…

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  • Il servizio buono

    Il servizio buono

    Germana ed Enrico salutano gli ultimi ospiti che spariscono nell’ascensore, insieme al chiacchiericcio fitto durato il tempo di una cena. Il rumore della porta di casa che si chiude è ovattato, segue il suono sordo delle décolleté che la donna si sfila, lasciandole cadere sul parquet color ciliegio…

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  • L’aggiusta tombe

    L’aggiusta tombe

    Rid lancia il badile dall’altra parte del muretto e si guarda intorno. La foresta è sigillata in un silenzio di morte. I rami degli alberi sono dita scheletriche puntate al cielo nero.  Rid deglutisce a fatica. Una goccia gelida gli cola lungo la schiena.  Dai, muoviti!

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  • Parete

    Parete

    Alzarsi è un fruscio. Fili d’erba setosi e petali sporchi di polline. La luce dell’alba irradiata dalle persiane. Mi sento morbida e selvatica; decine di insettini si svegliano su di me.

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  • Mani fredde, cuore caldo

    Mani fredde, cuore caldo

    La porta in legno cede con un cigolio sordo, e il profumo intenso del pane fritto, dolce e salato, mi sale in gola. «Sei arrivata, scricciolina» fa Ada, asciugandosi le mani nodose nel grembiule di cotone grezzo, macchiato di terra e farina.

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  • Make-up

    Make-up

    Mi hanno detto di rimanere in questa stanza perché fuori “c’è una cosa brutta che è meglio non vedere”. Ma lo so che parlano della nonna. Ho tredici anni, non quattro. La casa si è riempita di persone: non capisco cosa dicano e chi siano, ne sento solo un brusio diffuso dal piano di sotto. 

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  • Su e giù

    Su e giù

    Arrivo davvero solo quando l’auto scivola giù nel ventre del centro commerciale: il parcheggio sotterraneo. Su quella discesa di cemento bianco qualcosa cambia dentro di me, nello stesso momento in cui cambia la luce. Da principio la penombra mi accoglie, promettendo quiete. Dura ben poco.

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  • Bacca d’ombra

    Bacca d’ombra

    Quando la luna traboccherà di luce, vieni a scoprire le mie ombre. Ti ho detto così, ma non so se verrai davvero. Cullata dalle radici del castagno selvatico, lascio ricadere la testa sui suoi intrecci nodosi, che hanno custodito il calore del sole soltanto per i miei piedi nudi.

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  • Stella binaria

    Stella binaria

    Gli amori della mia famiglia sono costellati da luci e ombre che convivono sotto lo stesso tetto, in una lotta silenziosa di equilibri fragili, irrimediabili. Per esempio, ogni volta che mio nonno racconta la storia del suo amico Mariolino, sappiamo che sarà un pranzo spensierato, di quelli dove ti senti a casa senza sapere il…

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  • 6 settembre 2215

    6 settembre 2215

    Il cielo ardeva. Il tramonto era l’unico respiro di vita rimasto sulla Terra, un arco di trenta minuti sospesi tra il rogo del giorno e il gelo della notte. Alice correva, il fiato corto, i piedi che sfioravano la polvere rossa di Zurigo Superficie, quel che restava di una città che non esisteva più. Dietro…

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  • Atti di ribellione

    Atti di ribellione

    Era già la settima volta che il nonno si avvicinava alla finestra e scostava la tenda, risedendosi subito dopo davanti alla sua Settimana Enigmistica, senza parlare. Laura le aveva contate. Sette volte. Scelse dal mucchietto che aveva davanti a sé un confetto rosa e lo allineò vicino agli altri. Sette confetti rosa. Sette piccole cornici…

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Quando qualcuno chiede di cosa parla una storia, l’unica cosa giusta è dirgli di leggere la storia.

Flannery O’Connor