Il presentatore si prepara al suo esordio. Sebbene le puntate vengano registrate simulando la diretta, dovrà comunque affrontare il pubblico in sala, pagante e abituato alle cerimonie e alla complicità con il suo predecessore. Il vecchio conduttore ha lasciato la rete, passando a un’emittente privata quando il vento ha cominciato a fischiare da Ponente a Levante.
Alba, la concorrente, guarda gliIgnoti davanti a sé. Ha visto molte puntate della trasmissione e crede di poter vincere, svelando le identità nascoste, perché ha messo a punto un metodo.
Individuare il pattern. Svelare lo schema secondo il quale ogni cosa trova (o non trova) un senso nel cosmo e comprendere quelle regole che rendono invisibili gli ingranaggi ed espellono le anomalie. Come prima cosa, non bisogna pensare ai concorrenti del gioco come individui “finiti”, ma è necessario immaginarli come elementi. Come cocci di un vaso rotto che il caos riorganizza secondo le leggi della natura, e poi osservare quel disegno con uno sguardo nuovo, libero e privo da quelle lenti unte e impolverate che la morchia del detrimento rende miope. Individuare lo schema, senza scordare che l’insieme è ben diverso dalla somma degli elementi. Il principio dell’entropia che incontra le teorie della Gestalt e trasforma i corpi, gli individui, in pattern sociali e superfici in cui specchiarsi per riconoscersi o distinguersi.
Somiglianza
Il principio di somiglianza nella teoria della Gestalt stabilisce che elementi simili per forma, colore, dimensione o altri attributi visivi vengono spontaneamente associati tra loro.
Prendiamo il principio della somiglianza della teoria della Gestalt per cui gli elementi simili tra loro vengono percepiti come un elemento unitario. Il taglio di capelli di Ignoto 1, per esempio. Le basette che sembrano regoli e quel pizzetto accennato che circonda il sorriso di chi si sente dalla parte giusta della storia. Il corpo di chi va in bici con tutine dai colori fiabeschi che non sfigurerebbero tra i partecipanti di quei Pride che l’uomo deride e critica, perché liberi di essere gay ma perché fare schifo con quelle carnevalate? E quell’assoluta convinzione che ogni omosessuale, in quanto tale, debba necessariamente desiderarlo e minacciare la sua eterosessualità, contaminarlo. Sono tutti uguali questi cosplayer di maschi, nelle loro giacche leggere sportive per barche che non hanno. Uno accanto all’altro sono indistinguibili perché sono una cosa sola. Essi sono l’oppressione della porta accanto.
«E quindi sì» dice Alba rivolta all’operatore dietro la telecamera, «l’Ignoto 1 è senza ombra di dubbio l’operatore CNC che frequenta corsi di barbecue il weekend, pubblica foto di quarti di agnello con scritto “Ciao vegani” e fotografa di nascosto le amiche della figlia.»
Il pubblico applaude.
Chiusura (o completamento)
Il principio di chiusura della teoria della Gestalt afferma che la percezione tende a completare configurazioni incomplete per ricavarne forme dotate di unità e compiutezza.
All’Ignoto 2, Alba associa il principio della chiusura o del completamento, secondo cui la nostra mente tende a completare figure incomplete o a riempire gli spazi vuoti per percepire una forma intera e chiusa. Quella donna per esempio, Ignoto 2 appunto, non sa dove mettere le mani. Si riesce a percepire una sorta di vuoto oltre a quegli arti che si presuppone debbano essere sempre occupati. Dalle manine dei figli, dal guinzaglio del cane preso come esercizio propedeutico alla maternità e chapeau che non l’abbia dato via a causa di un’improvvisa allergia fulminante. Mani occupate, dicevamo, dalla borsa della spesa, dal cellulare con cui scrive al marito una sessantina di messaggi al giorno Amore, prendo il tacchino o gli hamburger? Amore, questa te la devo proprio dire! La mamma di Filippo ha portato alla festa dell’asilo la crostata del Tigros, quelle già fatte, ma ti rendi conto? Edo poi ha disegnato un trattore e io ho pianto… ho pianto e non riuscivo più a fermarmi. Ma no, questo non lo devi sapere. Elimina messaggio. Per tutti.
Possiamo leggere My name is mom tatuato con sottilissime ed eleganti linee d’inchiostro, sulla grossa caviglia che deve reggere quella ventina di chili assente nelle foto di nozze. Era bellissima, quel giorno. Trova le differenze.
E quindi sì, l’Ignoto 2 è la micro-influencer che sta frequentando un corso della Regione per migliorare la sua presenza online – follow me @ProfessioneMamma – per colmare quel buco di dodici anni che, agli occhi dei recruiter, risulta più profondo di una pena scontata in carcere, poiché senza possibilità alcuna di quel riscatto sociale che ci fa sentire tutti più giusti.
Destino comune
Elementi che si muovono o si orientano nella medesima direzione vengono percepiti come appartenenti a una stessa unità funzionale.
Ma andiamo avanti con Ignoto 3 e Ignoto 4. Proseguiamo con la teoria della Gestalt e il suo principio del Destino Comune, per il quale gli elementi con un movimento uguale tra loro e diverso dagli altri vengono raggruppati. Pensiamo al Mediterraneo che fa da sfondo a donne che lo attraversano per amore di figli già nati in paesi di merda o altri figli che nasceranno senza la necessità che l’impollinatore coincida con la figura paterna. Dalle sponde africane all’Europa, controcorrente e controvento, via mare e tra i cieli, migrano le madri del Mediterraneo in direzione ostinata e contraria a quelle leggi che impediscono alle donne (e ai loro corpi) di autodeterminarsi, di prendersi cura del nostro domani e di chi salverà il sistema previdenziale italiano. Sebbene siano due donne completamente diverse tra loro, esse marciano nella stessa direzione. «Ignoto 3 è sicuramente quella lesbica e beh, Ignoto 4 non ha bisogno di mostrare il passaporto perché la sua pelle è nera. Ah, già… non ce l’ha un passaporto.» Risate in studio. «Ci manca solo che oltre a essere donna e nera sia pure lesbica.» Roboanti risate in studio che coprono persino quelle registrate. Il presentatore ha le lacrime agli occhi.
Figura/Sfondo
Questo principio nella teoria della Gestalt distingue automaticamente un elemento principale (figura) dall’area che lo circonda e lo sostiene (sfondo).
Lo spettacolo procede, sostenuto da un climax frizzante e liberatorio. Complice un’inaspettata sintonia tra Alba e il conduttore. Con le loro simpatiche e mai scontate gag che evidenziano le differenze sociali e generazionali tra il presentatore boomer partenopeo e la giovane grafica milanese, nonni e cognome serbi, che della Gen Z incarna la convenzione secondo la quale artigli, grosse chiappe, pittura di guerra a contornare linamenti alterati dall’acido ialuronico, e il confondere il fascino con la pornografia del sé, siano l’essenza stessa della donna non libera, ma liberata.
Ad Alba mancano ancora due identità da svelare. Ha davanti a sé una donna logorata dalla malattia. Pelle malsana che calza ossa sporgenti. La nostalgia di peli e capelli sul volto, e il cranio avvolto in un foulard colpevolmente sgargiante. La donna sta morendo, ma la sua è una figura ambigua e Alba potrebbe essere vittima di un’illusione ottica, come quella dimostrata e spiegata dal principio di figura-sfondo della teoria della Gestalt.
Alba osserva il grosso monitor con le definizioni tra cui scegliere. Scarta quelle che difficilmente possano interessare una donna, poiché non esiste una declinazione al femminile che non sia ridicola. Ne restano tre tra cui scegliere, due sono le più verosimili… La donna agonizzante sta portando avanti una battaglia civile per poter morire dignitosamente? Oppure ha rifiutato la diagnosi e la terapia del medico per curarsi con bagni di sole, meditazione, good vibes, molestie sessuali e bonifici intestati a un pervertito olistico e malvestito con il diploma da perito tecnico? Ed è come quell’immagine che mostra due profili laterali o un vaso centrale. La stessa immagine, due differenti soggetti. Entrambe le cose esistono eppure, appena si rivela una, l’altra cessa di manifestarsi. Non possono coesistere. Essere liberi di morire perché si ha tanto amato la vita. Morire perché siamo stati liberi di fare le scelte sbagliate.
Ma prima di svelare l’identità dell’Ignoto 5 bisogna lanciare la pubblicità e l’anticipazione di quelle che saranno le notizie del TG. Un comico vestito da donna vende ovuli ripieni di candeggina ecologica per scrostare pentole che non ha mai usato. Il Governo ha stilato un elenco di cani pericolosi e Stati Canaglia. La Leva Obbligatoria, esclusiva maschile, ridurrà il numero di femminicidi. L’abolizione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole invertirà il trend di denatalità del Paese. L’anchorman e la sua Ozempic face, prima di restituire la linea, si complimenta per il nuovo “taglio” che il CDA ha voluto dare a questa nuova stagione del programma.
«Dopo un ventennio televisivo in cui abbiamo cercato fenomeni e plasmato talenti» dice, «è cosa buona e giusta andare a fondo, sempre più in profondità, nella realtà della gente comune. Senza filtri, senza censure. Faccia a faccia con la loro miseria. Ci vediamo più tardi con il notiziario delle venti, ma ora la linea torna a Federico e al suo debutto alla conduzione di “I soliti Ignobili!”. Buon divertimento.»


Rispondi a paolo pedrazziniAnnulla risposta